martedì 10 dicembre 2013

Messina - Chi sta dietro le scuole occupate?

"Scuole occupate a Messina. Si ripete una tradizione che nel corso degli anni ha accompagnato il percorso scolastico di centinaia di studenti. Si tramanda questo rituale di anno in anno, e prosegue ancora oggi. Chi di noi non l' ha mai vissuta? Chi da protagonista, chi agendo dietro le quinte, chi magari astenendosi contrariato o altrimenti manifestando il proprio disappunto e il proprio dissenso. Una cosa è certa l' occupazione appartiene agli studenti come i banchi, i libri e la polvere dei gessetti. Spesso si liquida un fenomeno simile con la semplice frase: “ un modo per saltare giorni di scuola”. In realtà siamo davanti a un evento così peculiare che nessun aggettivo o descrizione potrebbe bastare. L' occupazione è come la vivi, ognuno ha la SUA occupazione. E' divertimento, feste, è sentirsi grande per un paio di giorni e per la prima volta, ma è anche impegnarsi seriamente,è confrontarsi con i problemi della nostra piccola realtà: la scuola!
Noi, da ragazzi un po' più “anzianotti” , è proprio di questo profilo che vogliamo parlare. Le manifestazioni, le proteste, le occupazioni sono per noi il nostro primo banca di prova. Sono le occasioni nelle quali noi ragazzi ci affacciamo al “mondo reale”, quello che si muove fuori dalle mura scolastiche, e ci esponiamo, dimostriamo a tutti che anche noi abbiamo qualcosa da dire, abbiamo voglia di fare. Sono le occasioni nelle quali la nostra generazione prova a dare una bella immagine di sé, in cui urla ciò che vuole senza mezzi termini e con tutto il fiato che ha in gola. In una parola cresciamo. E' proprio in vista di questi eventi che così ci si riunisce, ci si confronta, si programma, si organizza. Come volere negare che anche questo non sia SCUOLA!
Non pensiamo di fare retorica o di esagerare quando diciamo che le varie occupazioni, manifestazioni, sit in, autogestioni ci hanno lasciato più di Platone, Cicerone o Hegel.

mercoledì 27 novembre 2013

I Cavalli di razza di Navarra

L’ex sindaco di area Forza Italia  Salvatore (detto Turi) Leonardi e l’ex candidato sindaco del centro-destra (anno 2005) Luigi Ragno sono i due  componenti esterni del Cda dell’Università di Messina. I loro curriculum sono stati valutati da apposita Commissione,  composta dai direttori di Dipartimento (con esclusione di coloro che siedono in Senato accademico)  e dai dirigenti di ruolo d’Ateneo. Ricordiamo che, nel luglio scorso,  il primo atto dell’era Navarra compiuto dal Senato accademico e dal vecchio Consiglio d’amministrazione era stato – su input del neorettore -  proprio quello di riaprire dei termini per la presentazione delle candidature per il Cda, esterne ed interne.
Allora, Navarra spiegò la scelta con l’esigenza di fissare i criteri di valutazione, non enunciati durante il rettorato di Tomasello,  e di dare - a quanti volessero cogliere quest’ opportunità -  la possibilità di salire sul treno del cambiamento, inaugurato proprio dalla sua elezione.  E l’onda lunga della partecipazione ha riportato alla ribalta i nomi  di Leonardi e Ragno, i cui curricula hanno evidentemente sbaragliato la concorrenza( sul sito dell’Università ci sono i nominativi  degli esclusi ma non di quelli che erano  stati considerati idonei dalla Commissione!) e superato i rigidi criteri stabiliti dagli organi di governo nello scorso mese di agosto,che presupponevano essenzialmente la «qualificazione scientifica e culturale» e la «comprovata esperienza gestionale  in enti ed istituzioni pubbliche o private che per ordine di grandezza, valenza economica e sociale delle attività svolte e complessità della struttura organizzativa siano comparabili alle istituzioni universitarie» 

domenica 13 ottobre 2013

RASSEGNA STAMPA. Prossimi appuntamenti e temi in discussione: Casa dello Studente e Biblioteca Regionale.

Martedì 15 Ottobre, si svolgerà alle 10.15 pressa l'aula del Senato Accademico, una conferenza stampa di presentazione del nuovo nucleo di delegati e responsabili delle strutture d'Ateneo (e possibilmente le loro funzioni). L'occasione è stata sfruttata dai vertici dell'Ateneo per fare un punto della situazione e dei provvedimenti dei primi 100 giorni dell'Ateneo.

Celebrazione o commemorazione? Vedremo. L'Ateneo si sta muovendo soprattutto sulla gestione del suo importante patrimonio (di strutture appunto), parte del quale  interessa e potrebbe interessare direttamente gli studenti. Non è sembrato impacciato, per esempio l'Ateneo,  nel concedere prontamente il Pala Nebiolo (nella struttura sportiva dell'Annunziata) per l'accoglienza umanitaria di profughi e rifugiati. Le altre strutture, sulle quali si è spostata l'attenzione in questi giorni, sono la Casa dello Studente e la Biblioteca regionale universitaria.

Della prima, il Sindaco, ha discusso in un tavolo insieme ai rappresentanti dell'Ateneo e del Tribunale. Non è ormai più un segreto che, nella centralissima struttura denominata appunto Casa dello Studente, ci siano da anni (se non da decenni) progetti di ampliamento del Tribunale situato lì a due passi, mentre è intenzione di molti spostare i servizi della Casa dello Studente, altrove, per esempio in un altro edificio comunale come l'ex ospedale Margherita, lungo Viale della Libertà.
Ci siamo sentiti di chiedere al nostro Sindaco, che vorremmo che gli studenti, dei quali interessi si sta parlando primariamente, sedessero in prima persona in quel tavolo, e avessero quindi delucidazioni e tranquillizzazioni su dove andranno a finire gli spazi adibiti agli essenziali servizi abitativi (e non solo).
Insomma se Casa dello Studente si chiama, si convochino ai tavoli gli studenti, con cui parlare dei loro servizi e bisogni, di cui quello di una casa per i fuori sede, è di primaria importanza.

venerdì 11 ottobre 2013

Diritto allo Studio? Eppur qualcosa si muove. Manifestazione nazionale dell'11 Ottobre 2013.



Oggi 11 Ottobre 2013, abbiamo aderito spontaneamente, come Collettivo, alle azioni di protesta nazionale per il Diritto allo Studio. Abbiamo sentito fosse nostro dovere farlo, perchè l'Italia intera sta vivendo un momento storico drammatico, e noi, come tanti altri, pensiamo che siano soprattutto  i diritti a poterla risollevare e  la cultura a poterla rilanciare. Non possiamo, quindi, non unirci al grido dei tanti che in Italia denuncian tutt'oggi, all'attivo di tutte le riforme e i decreti governativi, una carenza di forti investimenti strutturali,  una non completa assegnazione delle borse di studio, l'insufficienza di alloggi e servizi per i studenti giovani, precari e fuori sede, e in generale una politica di Welfare per il futuro della nostra generazione.

Partecipando al Corteo studentesco di oggi, indetto dall'Unione degli Studenti, e coordinamento studentesco Aut, abbiamo voluto anche aderire idealmente alla Giornata di domani, Sabato 12 Ottobre, per la difesa della Costituzione della Repubblica e la sua completa attuazione.
Per questo, siamo scesi in piazza con un messaggio, semplice e chiaro, ma allo stesso tempo forte nell'inapplicazione quotidiana della sua ovvietà (o nell'ovvietà della sua inapplicazione).
Il cartello recita parte dell'articolo 34 della Costituzione della Repubblica Italiana che riguarda il Diritto allo Studio, facente parte del Titolo II, della Parte Prima, sui rapporti etico-sociali:

"La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso" [a cui abbiamo aggiunto: ( possibilmente non truccato)].

Il riferimento ai fatti locali è altrettanto ovvio. Per questo forse avremmo potuto aggiungere "anche se privi di mezzi familistici".
Abbiamo proseguito col Corteo fino all'entrata del Rettorato dell'Università. Lì abbiamo legato con uno spago lungo le inferriate, il nostro messaggio. Che vuole consapevolmente essere un messaggio di denuncia attiva e non di discolpa.

giovedì 10 ottobre 2013

Giornata nazionale contro lo sfratto: studenti e precari per il diritto all'abitare. INTERVISTA VIDEO a R.C. e Unione Inquilini

Oggi, 10 Ottobre 2013, è stata indetta, in varie città d'Italia, la Giornata contro lo Sfratto, per porre l'attenzione sul problema abitativo che, a causa della crisi, coinvolge sempre più persone, tra cui sempre più studenti, giovani, precari e famiglie.
La probabile introduzione di una Service Tax, al posto della vituperata IMU sulla prima casa, colpirà maggiormente gli affittuari e chi si trova nel dover usufruire di un servizio abitativo, rispetto ai più tutelati locatari, che possono continuare a lucrare sulle rendite delle proprie proprietà a danno dei più bisognosi.
La Giornata contro gli Sfratti è la prima di una serie di rimostranze e manifestazioni che proveranno a portare all'attenzione della Politica,  le condizioni di chi subisce in prima persona il disfacimento del welfare, e la carenza di misure a favore dell'istruzione pubblica e della cultura per l'abbattimento della barriere sociali ed economiche, che stanno impedendo a molti la costruzione del proprio futuro.

A Messina, abbiamo icontrato e intervistato gli attivisti di Riforndazione Comunista e dell'Unione degli Inquilini che oggi hanno supportato l'iniziativa e manifestato la propria posizione, attraverso banchetti informativi in due piazze della città.





giovedì 3 ottobre 2013

Dal comitato "Io voglio restare": Generazione Ri-Costituente



Il 12 Ottobre torneremo in piazza a Roma da tutt'Italia, come parte di una generazione che vuole essere “ri-costituente”. Quella dei giovani lavoratori, atipici e autonomi, degli studenti, dottorandi e ricercatori, di tutti quei soggetti schiacciati dalla precarietà cui un tempo si sarebbe rivolta una Costituzione che aveva promesso “un’esistenza libera e dignitosa” contro il dominio degli interessi forti e dei singoli padroni. La stessa Carta, oggi calpestata da una classe politica complice del nuovo medioevo neo-liberista, che noi vogliamo tradurre nella lotta per una nuova idea di società. Siamo consapevoli che adesso, più che mai, l’unico modo di conservare lo spirito dei diritti sociali e del lavoro fondativi del nostro patto sociale è cambiare dalle fondamenta questo Paese.


lunedì 30 settembre 2013

Pacta servanda sunt. Come ottenere un posto da ricercatore all'Unime. Scoperto l'ennesimo concorso truccato. Ma l'Ateneo minimizza.

Giuseppe Bisignano, Direttore del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, da oggi agli arresti domiciliari; e l'ex Rettore dell'Università di Messina, Francesco Tomasello, anche egli (ancora) indagato.


E' venuto allo scoperto l'ennesimo caso di malaffare all'interno dell'Università di Messina. La notizia è arrivata all'alba di oggi (30 Settembre 2013) ed è stata fornita dalla Guardia di Finanza, che ha eseguito le operazioni. Ecco la storia che emersa:

Il tutto si svolge durante l'assegnazione di un posto da ricercatore in Biologia e Microbiologia. Era l'Aprile del 2013, ed in totale avevano presentato domanda tre candidati. Tra questi il figlio dell'ex Preside di Farmacia (attuale Direttore di Dipartimento di Scienze Farmacologiche) Giuseppe Bisignano, che però, in quanto a titoli accademici non risulta il migliore dei candidati possibili.

E qua avviene il patto perverso, che rivela un meccanismo ancora più perverso per il controllo delle risorse accademiche e l'assegnazione dei ruoli all'interno dell'Ateneo.
Ad intervenire è  un professore ordinario dello stesso dipartimento, Giuseppe Teti, che telefona al più quotato candidato, convincendolo a ritirarsi dalla domanda al posto "prescelto" dal figlio di Bisignano, per ottenerne più in là qualcun altra. "Questo non è il concorso per te, meglio che ti ritiri e ne vincerai un altro", emerge dalle intercettazioni telefoniche. E così cinque giorni prima dell'esito del concorso, il candidato si ritira.
 Un favore al  Preside Bisignano, per il quale il professore ordinario Teti, avrebbe chiesto più un là di essere ricambiato ottenendo un posto per un suo parente.

“Quello messo in luce è un vero e proprio sistema deviato delle procedure concorsuali che regolano l’accesso al mondo accademico. I legami familiari, d’affari, sono così intrecciati che ci permettono di capire che il concorso di cui parliamo oggi non è un tassello. Oggi faccio sì che tuo figlio vince un concorso, domani fai sì che un mio parente ne vinca un altro”. Queste le dichiarazioni in conferenza stampa.