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venerdì 23 gennaio 2015

Pubblicato bando di concorso della Regione Sicilia per aspiranti guide turistiche !


La Regione Sicilia ha reso pubblico un bando in cui si rende nota a tutti coloro che sono interessati, la fissazione dei termini per la presentazione delle domande relative ad un concorso per aspiranti guide turistiche, e per l'estensione linguistica per coloro che sono già in possesso del tesserino, rilasciato dall'ente stesso .

Il concorso è aperto a tutti i laureati ( con titolo triennale o magistrale ) in discipline del ramo umanistico, storico-artistico e ovviamente turistico . Un'ottima occasione per trovare lavoro per molti giovani laureati, soprattutto in periodo di crisi . Ovviamente, il tesserino rilasciato dalla Regione Sicilia ai candidati che risulteranno idonei all'abilitazione, non assicura un lavoro, ma permette di avere in mano uno strumento utile per poter trovare impiego all'interno di una agenzia turistica e nel settore turistico in generale .

 La prova consiste in un esame orale in cui il candidato oltre a dimostrare le proprie conoscenze nell'ambito del territorio siciliano, dovrà altrettanto accertare la propria abilità nell'utilizzo delle lingue straniere da lui prescelte . Le date in cui si svolgerà l'esame saranno comunicate successivamente sul sito della Regione, i costi da sostenere consistono in 50 € per l'ammissione alla prova con abilitazione limitatamente a due lingue scelte dal candidato tra alcune segnalate ( tra cui inglese, francese, spagnolo, tedesco...), più 15 € per una eventuale lingua aggiuntiva e 16€ di bollo per la presentazione della domanda .  Tutte le ulteriori informazioni le potrete trovare sul suddetto bando, cliccando qui .

mercoledì 21 maggio 2014

Sulla Casa dello Studente. il Collettivo Unime e l'esperienza dell'occupazione.

Casa dello Studente: 3 mesi dopo.

Scriviamo questo comunicato, o almeno lo scrivo in prima persona, per cercare di chiarire e ripercorrere quella che si è rivelata l'esperienza conclusa dell'occupazione della Casa dello Studente. Un'esperienza terminata appunto qualche settimana fa quando gli occupanti hanno deciso di "auto-sgomberarsi" e lasciare la struttura.
Come hanno lasciata questa struttura?
Su questa domanda si è concentrata la maggiorparte della discussione recente, soprattutto dopo la notizia, fornita dai maggiori organi di informazione cittadina, di presunti danni al plesso che ammonterebbero a circa 40 mila euro. E ci si è abbandonati sui social network e sulla carta stampata a veementi attacchi carichi di indignazione ai presunti responsabili, da un lato, e strenue difese da parte dei collettivi degli studenti e degli attivisti del Teatro Pinelli, dall'altro.
Ma ritorniamo di qualche passo indietro. Cos'è successo davvero in questi mesi, da quando il 14 febbraio è iniziata l'occupazione della Casa dello Studente?
Avevamo dato la notizia quel giorno e riportato il comunicato degli occupanti nel quale si leggeva espressamente che "in unità di intenti col Teatro Pinelli, si è deciso di porre l'attenzione sulla Casa dello Studente". Il programma di quella che era stata presentata come una Z.T.L (Zona Temporaneamente Liberata), era appunto un'occupazione temporanea che,  secondo i schemi già seguiti dagli attivisti del Pinelli  in circostanze precenti (vedi Teatro Vittorio Emanuele e Palazzo della Cultura), con l'obiettivo appunto di "porre l'attenzione" su luoghi abbandonati della città, avrebbe dato spazio ad assemblee pubbliche sul bene comune, per poi concludersi con un concerto o una rappresentazione artistica.  Accesi i riflettori e a casa, insomma. Era anche l'occasione per ricordare lo sgombero del Teatro in Fiera l'anno precedente. Una buona occasione di riflessione e denuncia. I riflettori sono stati accesi (nel video di tempostretto si possono vedere le condizioni della Casa prima dell'occupazione) con gli articoli di corredo e però, come scritto giorni più tardi, il Collettivo Unime decide di proseguire autonomamente l'occupazione per chiedere una posizione ufficiale delle istituzioni sulla destinazione del luogo e per coinvolgere attivamente il resto della comunità studentesca messinese, sul solco della "valorizzazione dei beni comuni".

sabato 21 dicembre 2013

Un giorno a Catania: mobilitazione cittadina "tutto per tutti" e intervista a Federica del Collettivo Aleph

Ieri a Catania è stato un caldo giorno (quasi) invernale. Abbiamo voluto intraprendere un piccolo viaggio per raggiungere e prendere visione dell'esperienze, preoccupazioni e attività dei "nostri cugini sicliani" in una città a pochi chilometri dalla nostra, con tante differenze ma anche similitudini e stimoli condivisi-bili.
Quello che abbiamo trovato ve lo riproponiamo in questo video , che contiene parte della cronaca della manifestazione cittadina intitolata "Tutto per tutti" e nella seconda parte, dal minuto 7.20, un'intervista con una studentessa del collettivo Aleph, uno dei tanti soggetti attivi all'interno della realtà catanese che hanno portato avanti le iniziative dei mesi scorsi fino alla mobilitazione di venerdì.



La mobilitazione cittadina si ricollegava idealmente e praticamente ad un percorso di lotta già avviato che comprende al centro del progetto la riqualificazione degli spazi sociali abbandonati, soprattutto quelli di alcuni quartieri degratati e poveri di risorse. Per questo motivo nel mese scorso si era deciso di occupare uno stabile regionale universitario, che avrebbe dovuto ospitare servizi per gli studenti, Ex Collegio, poi sgomberato  proprio questa settimana dalle forze dell'ordine. Attraversando le vie dello stesso quartiere, la manifestazione si è fermata davanti ad uno stabile altrettanto abbandonato e inutilizzato, l'ex Sert, che è stato fatto oggetto di interesse da parte del corteo, ma anche di una decisa e puntualissima risposta di agenti e funzionari di polizia.
Nonostante il freddo, l'inverno ormai iniziato e il Natale alle porte, le mobilitazione non smonta e non arretra, resistendo e mantenendo le proprie posizione all'interno dei quartieri popolari, con proposte e iniziative, se non condivisibili da tuti per modalità e metodo, almeno concrete e decise. Per questo, abbiamo fatto un salto a Catania. Vogliamo perciò portare anche un po' della nostra solidarietà e un augurio (rivolto anche a noi) di poter continuare a dimostrare il vostro spirito e resistere ancora a lungo per molto tempo, riuscendo a incidere, come avete fatto, nel tessuto sociale e cittadino.


Questo il comunicato post-manifestazione del collettivo Aleph:
Oggi in piazza Roma ci siamo ritrovati in tante e tanti in occasione della manifestazione cittadina indetta da studentesse e studenti, precarie e precari, disoccupate e disoccupati. Dietro lo striscione “istruzione, casa, reddito, diritti civili, spazi sociali – TUTTO PER TUTT*”, è partito un corteo spontaneo che ha bloccato alcune importanti arterie della città.

Rivendicare il diritto ad un’istruzione libera, gratuita e di qualità; denunciare la mancata assegnazione di alloggi popolari da anni, a fronte delle migliaia di richieste di alloggio; chiedere a gran voce spazi sociali e di aggregazione; schierarsi contro al muos e alla militarizzazione della Sicilia; esprimere solidarietà ai migranti del CARA di Mineo in mobilitazione e contro le galere etniche che li tengono rinchiusi per mesi e anni: questi i temi affrontati.

Questo corteo, così variegato nei temi, eppure così compatto e determinato, è arrivato poi al quartiere che per circa un mese ha ospitato il Centro Sociale Occupato Ex Collegio, occupato dal Collettivo Aleph e sgomberato pochi giorni fa, per portare solidarietà a un gruppo di compagne e compagni anarchici che avevano, la mattina stessa, occupato gli uffici dell’ex Sert, chiusi ormai da cinque anni. Arrivato davanti le porte del nuovo spazio occupato, ha subito l’intervento fisico della polizia che, con strattoni e gomitate, ha spezzato il corteo costringendo chi era già entrato a chiudersi dentro.

Fra le persone chiuse all’interno, molti minorenni.

Dopo qualche ora di presidio sotto i vecchi uffici, si è riusciti a far uscire i manifestanti dalla struttura. Riunitosi, il corteo è ripreso ed è continuato fino a Piazza Duomo, dove è finito a seguito di un momento assembleare.

Quella di oggi è l’ennesima dimostrazione di come la volontà delle autorità sia quella di soffocare e reprimere legittime manifestazioni del pensiero, azzardando gestioni della pazzia pericolose e irresponsabili.

Nonostante questo, continueremo a vivere questa città con gli occhi di chi la vuole cambiare.
TUTTO PER TUTTI!

Studentesse e studenti, lavoratrici precarie e lavoratori precari, disoccupate e disoccupati. 


fonte: http://aleph.noblogs.org/tutto-per-tutt-manifestazione-cittadina/

Links:

Collettivo Aleph blog http://aleph.noblogs.org/
https://www.facebook.com/collettivoaleph?fref=ts

Kaos Catania: https://www.facebook.com/kaos.catania

venerdì 13 dicembre 2013

Gli universitari di "I-Care" scrivono al movimento "Aut"

"Le occupazioni delle scuole cittadine dovrebbero essere l’ultimo passo di un percorso più ampio che porta alla stesura di una proposta di legge regionale sul Diritto allo studio". A scriverlo, in una lettera rivolta al movimento Aut, è il Collettivo Studentesco Universitario “I-CARE Norman Zarcone”.
Quali sono i termini di questa proposta di legge regionale? - chiede il collettivo universitario -. "Secondo l’art. 35 dello Statuto della Regione Sicilia, per proporre una legge di iniziativa popolare sono necessarie 10.000 firme di elettori, ovvero di persone maggiorenni iscritte nelle liste elettorali comunali e aventi diritto al voto. La nostra domanda allora sorge spontanea, a quale bacino di elettori vi state rivolgendo dato che gli studenti maggiorenni della città e della provincia non si avvicinano al numero richiesto?"
La proposta è dunque quella di coinvolgere gli studenti universitari, che, peraltro, potrebbero portare un prezioso contributo nella lotta per l’abolizione del numero chiuso.
E ancora, "in base alle vostre dichiarazioni Crocetta avrebbe smantellato il sistema dell’istruzione pubblica siciliana. In che modo?

martedì 10 dicembre 2013

Messina - Chi sta dietro le scuole occupate?

"Scuole occupate a Messina. Si ripete una tradizione che nel corso degli anni ha accompagnato il percorso scolastico di centinaia di studenti. Si tramanda questo rituale di anno in anno, e prosegue ancora oggi. Chi di noi non l' ha mai vissuta? Chi da protagonista, chi agendo dietro le quinte, chi magari astenendosi contrariato o altrimenti manifestando il proprio disappunto e il proprio dissenso. Una cosa è certa l' occupazione appartiene agli studenti come i banchi, i libri e la polvere dei gessetti. Spesso si liquida un fenomeno simile con la semplice frase: “ un modo per saltare giorni di scuola”. In realtà siamo davanti a un evento così peculiare che nessun aggettivo o descrizione potrebbe bastare. L' occupazione è come la vivi, ognuno ha la SUA occupazione. E' divertimento, feste, è sentirsi grande per un paio di giorni e per la prima volta, ma è anche impegnarsi seriamente,è confrontarsi con i problemi della nostra piccola realtà: la scuola!
Noi, da ragazzi un po' più “anzianotti” , è proprio di questo profilo che vogliamo parlare. Le manifestazioni, le proteste, le occupazioni sono per noi il nostro primo banca di prova. Sono le occasioni nelle quali noi ragazzi ci affacciamo al “mondo reale”, quello che si muove fuori dalle mura scolastiche, e ci esponiamo, dimostriamo a tutti che anche noi abbiamo qualcosa da dire, abbiamo voglia di fare. Sono le occasioni nelle quali la nostra generazione prova a dare una bella immagine di sé, in cui urla ciò che vuole senza mezzi termini e con tutto il fiato che ha in gola. In una parola cresciamo. E' proprio in vista di questi eventi che così ci si riunisce, ci si confronta, si programma, si organizza. Come volere negare che anche questo non sia SCUOLA!
Non pensiamo di fare retorica o di esagerare quando diciamo che le varie occupazioni, manifestazioni, sit in, autogestioni ci hanno lasciato più di Platone, Cicerone o Hegel.