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venerdì 21 novembre 2014
Arriva l'ufficialità dell'accordo tra Unime e ATM
È ufficiale ! Unime e ATM si sono accordate sull'esenzione per gli studenti dal pagamento del biglietto nella fruizione del servizio di trasporto su tram, è da adesso anche in bus... Gli studenti potranno continuare a mostrare il documento MAV per usufruirne gratuitamente, fino al 31 dicembre. Dal primo gennaio vi saranno specifiche disposizioni per le diverse categorie di studenti, dottorandi, specializzandi, assegnisti . Tutto spiegato in questo comunicato del sito Unime che riportiamo :
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mercoledì 19 novembre 2014
Proclamazione degli studenti eletti. Orum e Nettuno su tutti. Bassissima affluenza. Navarra invita alla collaborazione.
Questa tornata elettorale studentesca, alla quale abbiamo cercato di dar spazio e tempo in questo blog, si è conclusa ufficialmente oggi con la proclamazione ufficiale degli eletti nell'aula magna dell'Università. Con una giornata climaticamente splendente fuori, la cerimonia è iniziata con un'ora di ritardo, alla presenza degli studenti interessati (eletti e non) e delle varie liste, e aspettando l'arrivo del Rettore Navarra che ha portato il suo saluto d'apertura. Un Rettore conciliante e confidente di fronte alla platea degli eletti "altamente rappresentativi", secondo lui, della comunità studentesca dell'università di Messina, indistintamente a quale lista appartengano.
Che tipo di risultato elettorale sia stato, se positivo perché "fondato sul confronto", secondo Navarra, o no, proveremo ad analizzarlo insieme più sotto. Per ora, il Rettore si dichiara comunque aperto soprattutto con chi vorrà collaborare con suggerimenti e presentando i propri documenti programmatici ai vari organismi universitari; sempre rivolto alla sua idea di "merito" da ottenere mediante un sistema di rigorosa valutazione didattica, per ottenere e "produrre il meglio del meglio" verso un mercato del lavoro, che sappiamo tutti difficile e Navarra vede aperto inevitabilmente verso l'esterno.
Chi sono quindi questi eletti? E quali i risultati? La lista e i dati completi sono stati pubblicati qui.
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Accordo raggiunto Unime - ATM per trasporto Tram e Bus
È stato raggiunto da poche ore un accordo tra Università di Messina e ATM ( Azienda Trasporti Messina ) per il rinnovo dell'esenzione dal pagamento del biglietto ( il precedente era scaduto lo scorso 7 novembre ) per la fruizione del servizio di trasporto via tram . L'accordo è stato raggiunto anche per l'estensione del beneficio relativamente al trasporto su bus.
I numerosi pendolari e studenti (in regola con le tasse e in possesso del bollettino MAV) potranno continuare a beneficiare di questa esenzione importante per muoversi all'interno del territorio cittadino tra le numerose e distanti sedi.
mercoledì 12 novembre 2014
"E il naufragar (NON) m'è dolce in questo mare"... di schede elettorali
Dopo il primo step della nostra informazione riguardo le attuali e
sempre più vive elezioni universitarie, è stata nostra premura portare ulteriori particolari all’attenzione
di tutti voi.
Vi avevamo lasciati con le nozioni più utili sugli organi e sulle rispettive modalità di elezione (nell’articolo che potrete ritrovare qui).
Ora, per ovviare alla normale confusione che si è sempre fatta in mezzo al caos di schede e coupon promozionali delle varie liste – oltre che per il “bombardamento propagandistico” dei vari candidati, che assedieranno i luoghi universitari in misura maggiore rispetto al loro solito -, vi riportiamo le caratteristiche salienti delle schede che troverete nel seggio elettorale.
Ora, per ovviare alla normale confusione che si è sempre fatta in mezzo al caos di schede e coupon promozionali delle varie liste – oltre che per il “bombardamento propagandistico” dei vari candidati, che assedieranno i luoghi universitari in misura maggiore rispetto al loro solito -, vi riportiamo le caratteristiche salienti delle schede che troverete nel seggio elettorale.
È il colore la
caratteristica più importante della scheda, per riconoscere l’organo che state votando. Ecco
un breve specchietto informativo per orientarvi meglio:
Per votare per il Senato =
scheda verde
Per votare per il Consiglio di
Amministrazione (CdA) = scheda azzurra
Per votare per l’E.R.S.U. =
scheda gialla
Per votare per lo C.S.A.S.U.
= scheda arancione
Per votare per il Consiglio di
Dipartimento = scheda rosa
Per votare per il Consiglio di
Corso di Laurea = scheda grigia
Vi ricordiamo inoltre gli orari di apertura e di chiusura dei seggi.
Mercoledì 12: dalle 09:00 alle 19:00
Giovedì 13: dalle 09:00 alle 19:00
Venerdì 14: dalle 09:00 alle 12:00
Sono appena iniziati i giorni decisivi delle elezioni e, ancora una volta, vi
invitiamo a prendere in mano le redini della vostra Università e della vostra
coscienza di elettori e cittadini: votate senza lasciarvi
abbindolare da promesse aleatorie né tantomeno da caparbia, quanto eccessiva, insistenza.
domenica 9 novembre 2014
Arriva una tempesta... No, sono solo le Elezioni Universitarie!
L’ultima e più succulenta notizia del
novembre universitario messinese è quella relativa alla tre-giorni di votazioni
che si terranno il 12 – 13 – 14 novembre.
Il clima animato da accesi dibattiti politici e di serrata campagna elettorale, forse avrà dato poco tempo e spazio alla divulgazione delle relative e più basilari informazioni.
Proprio per
questo, offriamo ai nostri lettori questo breve compendio riguardo le modalità
di voto e le mansioni degli organi da eleggere.
giovedì 22 maggio 2014
Maregrosso 2.0. Racconto dell'iniziativa di Unidea.
Riportiamo il commento e il racconto della passeggiata organizzata dall'associazione studentesca Unidea a Maregrosso il 12 maggio scorso. Con un po' di ritardo, ma condividiamo i propositi e la volontà di valorizzazione di un'importantissima area della città di Messina rimasta finora all'oscuro dei riflettori pubblici. (Avevamo già dato notizia e appoggiato i progetti di rivalorizzazione della Casa Cammarata).
(altre foto qui)
(Vai al link)
(altre foto qui)
(Vai al link)
Via Don Blasco, zona Maregrosso, è una delle gemme di Messina, nascosta dalla rete ferroviaria. Attraversare il cavalcavia sovrastante la stazione centrale catapulta in una dimensione letteralmente parallela, a soli 500 mt da Piazza Cairoli. Sulla biforcazione tra via San Raineri e via Don Blasco la vista del visitatore è inevitabilmente colpita dalla bellezza di un inaspettato panorama: il mare scintillante, lo stretto e, sulla sinistra, la penisola di San Raineri; sulla destra un’ampia spiaggia e qualche pescatore inattesa.
mercoledì 21 maggio 2014
Sulla Casa dello Studente. il Collettivo Unime e l'esperienza dell'occupazione.
Casa dello Studente: 3 mesi dopo.
Scriviamo questo comunicato, o almeno lo scrivo in prima persona, per cercare di chiarire e ripercorrere quella che si è rivelata l'esperienza conclusa dell'occupazione della Casa dello Studente. Un'esperienza terminata appunto qualche settimana fa quando gli occupanti hanno deciso di "auto-sgomberarsi" e lasciare la struttura.
Come hanno lasciata questa struttura?
Su questa domanda si è concentrata la maggiorparte della discussione recente, soprattutto dopo la notizia, fornita dai maggiori organi di informazione cittadina, di presunti danni al plesso che ammonterebbero a circa 40 mila euro. E ci si è abbandonati sui social network e sulla carta stampata a veementi attacchi carichi di indignazione ai presunti responsabili, da un lato, e strenue difese da parte dei collettivi degli studenti e degli attivisti del Teatro Pinelli, dall'altro.
Ma ritorniamo di qualche passo indietro. Cos'è successo davvero in questi mesi, da quando il 14 febbraio è iniziata l'occupazione della Casa dello Studente?
Avevamo dato la notizia quel giorno e riportato il comunicato degli occupanti nel quale si leggeva espressamente che "in unità di intenti col Teatro Pinelli, si è deciso di porre l'attenzione sulla Casa dello Studente". Il programma di quella che era stata presentata come una Z.T.L (Zona Temporaneamente Liberata), era appunto un'occupazione temporanea che, secondo i schemi già seguiti dagli attivisti del Pinelli in circostanze precenti (vedi Teatro Vittorio Emanuele e Palazzo della Cultura), con l'obiettivo appunto di "porre l'attenzione" su luoghi abbandonati della città, avrebbe dato spazio ad assemblee pubbliche sul bene comune, per poi concludersi con un concerto o una rappresentazione artistica. Accesi i riflettori e a casa, insomma. Era anche l'occasione per ricordare lo sgombero del Teatro in Fiera l'anno precedente. Una buona occasione di riflessione e denuncia. I riflettori sono stati accesi (nel video di tempostretto si possono vedere le condizioni della Casa prima dell'occupazione) con gli articoli di corredo e però, come scritto giorni più tardi, il Collettivo Unime decide di proseguire autonomamente l'occupazione per chiedere una posizione ufficiale delle istituzioni sulla destinazione del luogo e per coinvolgere attivamente il resto della comunità studentesca messinese, sul solco della "valorizzazione dei beni comuni".
Scriviamo questo comunicato, o almeno lo scrivo in prima persona, per cercare di chiarire e ripercorrere quella che si è rivelata l'esperienza conclusa dell'occupazione della Casa dello Studente. Un'esperienza terminata appunto qualche settimana fa quando gli occupanti hanno deciso di "auto-sgomberarsi" e lasciare la struttura.
Come hanno lasciata questa struttura?
Su questa domanda si è concentrata la maggiorparte della discussione recente, soprattutto dopo la notizia, fornita dai maggiori organi di informazione cittadina, di presunti danni al plesso che ammonterebbero a circa 40 mila euro. E ci si è abbandonati sui social network e sulla carta stampata a veementi attacchi carichi di indignazione ai presunti responsabili, da un lato, e strenue difese da parte dei collettivi degli studenti e degli attivisti del Teatro Pinelli, dall'altro.
Ma ritorniamo di qualche passo indietro. Cos'è successo davvero in questi mesi, da quando il 14 febbraio è iniziata l'occupazione della Casa dello Studente?
Avevamo dato la notizia quel giorno e riportato il comunicato degli occupanti nel quale si leggeva espressamente che "in unità di intenti col Teatro Pinelli, si è deciso di porre l'attenzione sulla Casa dello Studente". Il programma di quella che era stata presentata come una Z.T.L (Zona Temporaneamente Liberata), era appunto un'occupazione temporanea che, secondo i schemi già seguiti dagli attivisti del Pinelli in circostanze precenti (vedi Teatro Vittorio Emanuele e Palazzo della Cultura), con l'obiettivo appunto di "porre l'attenzione" su luoghi abbandonati della città, avrebbe dato spazio ad assemblee pubbliche sul bene comune, per poi concludersi con un concerto o una rappresentazione artistica. Accesi i riflettori e a casa, insomma. Era anche l'occasione per ricordare lo sgombero del Teatro in Fiera l'anno precedente. Una buona occasione di riflessione e denuncia. I riflettori sono stati accesi (nel video di tempostretto si possono vedere le condizioni della Casa prima dell'occupazione) con gli articoli di corredo e però, come scritto giorni più tardi, il Collettivo Unime decide di proseguire autonomamente l'occupazione per chiedere una posizione ufficiale delle istituzioni sulla destinazione del luogo e per coinvolgere attivamente il resto della comunità studentesca messinese, sul solco della "valorizzazione dei beni comuni".
venerdì 14 febbraio 2014
Casa dello Studente? Si riaccendono i riflettori sul cuore della città. Occupata "temporaneamente" dal Pinelli. Indetta conferenza stampa e assemblea pubblica.
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| Nella foto da sinistra verso destra: la Casa dello Studente di via Cesare Battisti; l'ex Hotel Riviera di proprietà della Provincia; l'ex Ospedale Margherità di proprietà regionale. |
Si ripresenta da qualche mese a questa parte ancora l'annoso problema della Casa dello Studente chiusa ormai da quasi cinque anni per adeguamenti sismici in seguito al terremoto dell'Aquila del 2009. Questa volta entrano però in gioco altri attori, capaci di smuovere forse più polvere e interesse di quanto riesca a fare e sia mai riuscito a fare il Corpo studentesco messinese negli ultimi anni. Infatti, nonostante il persistente sotto-utilizzo dello stabile di Via Cesare Battisti (é presente solo la mensa e gli uffici dell'Ersu) il problema è magicamente sorto soltanto quando la struttura è stata individuata tra le possibili destinazioni per la realizzazione del Palazzo di Giustizia Satellite.
domenica 22 dicembre 2013
Ritornano a Messina le occupazioni di beni abbandonati: nasce il Movimento per il Diritto alla casa. Comunicato stampa
Comunicato stampa: Occupata la scuola di Paradiso
Oggi nella prima mattinata abbiamo occupato la ex scuola di Paradiso “Pietro Donato”. La rabbia, l'esasperazione, nonché un profondo sentimento di riscossa di tre famiglie di sfrattati e dei loro numerosi bimbi, ci hanno condotto tutti verso questa scelta obbligata. L'Amministrazione Comunale che inizialmente si era resa disponibile ad una sistemazione d'emergenza e soprattutto in tempi brevi, ha disatteso gli impegni assunti mostrando indecisione e irrisolutezza attraverso snervanti rinvii e temporeggiamenti. Se non avessimo utilizzato lo strumento dell'occupazione le famiglie avrebbero passato il Natale in mezzo ad una strada.
Tuttavia riteniamo auspicabili ulteriori confronti con questa Giunta (alla quale va riconosciuta di essersi resa disponibile per un blocco degli sfratti generalizzato) con la quale ribadire le nostre proposte per fronteggiare la crisi abitativa non piu' attraverso misure emergenziali, ma attraverso un piano casa che affronti alla radice i problemi storici di questa città.
La crisi dell'abitazione, aggravata fortemente dalla situazione economica nazionale, investe varie categorie sociali ( disoccupati, sottosalariati, precari, giovani coppie, disabili, pensionati, migranti …) sottoponendole ad una pressione ai limiti della sopravvivenza. Per questo non possiamo esitare e attendere soluzioni dall'alto che troppo spesso sono inghiottite da pastoie burocratiche, mala gestione ed incompetenza gestionale .
Riteniamo che questa prima occupazione per il diritto all'abitare sia un passo fondamentale per intraprendere un percorso di mobilitazioni cittadine da cui scaturiscano nuove politiche abitative che mettano al centro il bisogno primario della casa come diritto inalienabile e non piu' considerato come un “servizio sociale” o peggio come oggetto di scambio. Intendiamo intraprendere anche un percorso che permetta di riprendere il patrimonio comunale esistente attraverso pratiche di autorecupero, perché non possiamo pensare di appesantire questa città con altre colate di cemento , fonte di profitto per pochi, e soprattutto per bloccare la tendenza nazionale alla svendita dei patrimoni pubblici, che invece rappresentano indubbiamente una fonte di ricchezza per tutta la comunità.
Da oggi nasce a Messina il Movimento per il Diritto Alla Casa, costituito da Unione Inquilini Messina (vedi il video ndr) insieme alle famiglie di sfrattati, C.U.B., Rifondazione comunista Messina, Teatro Pinelli Occupato e aperto a chiunque voglia attivamente partecipare.
Il 25 dicembre dalle 21 si terrà la prima cena autogestita alla “Casa Paradiso Occupata” tutti invitati a partecipare e contribuire a costruire insieme una città di diritti.
Movimento per il Diritto alla Casa
Link articoli:
martedì 10 dicembre 2013
Messina - Chi sta dietro le scuole occupate?
"Scuole occupate a Messina. Si ripete una tradizione che nel corso degli anni ha accompagnato il percorso scolastico di centinaia di studenti. Si tramanda questo rituale di anno in anno, e prosegue ancora oggi. Chi di noi non l' ha mai vissuta? Chi da protagonista, chi agendo dietro le quinte, chi magari astenendosi contrariato o altrimenti manifestando il proprio disappunto e il proprio dissenso. Una cosa è certa l' occupazione appartiene agli studenti come i banchi, i libri e la polvere dei gessetti. Spesso si liquida un fenomeno simile con la semplice frase: “ un modo per saltare giorni di scuola”. In realtà siamo davanti a un evento così peculiare che nessun aggettivo o descrizione potrebbe bastare. L' occupazione è come la vivi, ognuno ha la SUA occupazione. E' divertimento, feste, è sentirsi grande per un paio di giorni e per la prima volta, ma è anche impegnarsi seriamente,è confrontarsi con i problemi della nostra piccola realtà: la scuola!
Noi, da ragazzi un po' più “anzianotti” , è proprio di questo profilo che vogliamo parlare. Le manifestazioni, le proteste, le occupazioni sono per noi il nostro primo banca di prova. Sono le occasioni nelle quali noi ragazzi ci affacciamo al “mondo reale”, quello che si muove fuori dalle mura scolastiche, e ci esponiamo, dimostriamo a tutti che anche noi abbiamo qualcosa da dire, abbiamo voglia di fare. Sono le occasioni nelle quali la nostra generazione prova a dare una bella immagine di sé, in cui urla ciò che vuole senza mezzi termini e con tutto il fiato che ha in gola. In una parola cresciamo. E' proprio in vista di questi eventi che così ci si riunisce, ci si confronta, si programma, si organizza. Come volere negare che anche questo non sia SCUOLA!
Non pensiamo di fare retorica o di esagerare quando diciamo che le varie occupazioni, manifestazioni, sit in, autogestioni ci hanno lasciato più di Platone, Cicerone o Hegel.
Noi, da ragazzi un po' più “anzianotti” , è proprio di questo profilo che vogliamo parlare. Le manifestazioni, le proteste, le occupazioni sono per noi il nostro primo banca di prova. Sono le occasioni nelle quali noi ragazzi ci affacciamo al “mondo reale”, quello che si muove fuori dalle mura scolastiche, e ci esponiamo, dimostriamo a tutti che anche noi abbiamo qualcosa da dire, abbiamo voglia di fare. Sono le occasioni nelle quali la nostra generazione prova a dare una bella immagine di sé, in cui urla ciò che vuole senza mezzi termini e con tutto il fiato che ha in gola. In una parola cresciamo. E' proprio in vista di questi eventi che così ci si riunisce, ci si confronta, si programma, si organizza. Come volere negare che anche questo non sia SCUOLA!
Non pensiamo di fare retorica o di esagerare quando diciamo che le varie occupazioni, manifestazioni, sit in, autogestioni ci hanno lasciato più di Platone, Cicerone o Hegel.
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domenica 13 ottobre 2013
RASSEGNA STAMPA. Prossimi appuntamenti e temi in discussione: Casa dello Studente e Biblioteca Regionale.
Martedì 15 Ottobre, si svolgerà alle 10.15 pressa l'aula del Senato Accademico, una conferenza stampa di presentazione del nuovo nucleo di delegati e responsabili delle strutture d'Ateneo (e possibilmente le loro funzioni). L'occasione è stata sfruttata dai vertici dell'Ateneo per fare un punto della situazione e dei provvedimenti dei primi 100 giorni dell'Ateneo.
Celebrazione o commemorazione? Vedremo. L'Ateneo si sta muovendo soprattutto sulla gestione del suo importante patrimonio (di strutture appunto), parte del quale interessa e potrebbe interessare direttamente gli studenti. Non è sembrato impacciato, per esempio l'Ateneo, nel concedere prontamente il Pala Nebiolo (nella struttura sportiva dell'Annunziata) per l'accoglienza umanitaria di profughi e rifugiati. Le altre strutture, sulle quali si è spostata l'attenzione in questi giorni, sono la Casa dello Studente e la Biblioteca regionale universitaria.
Della prima, il Sindaco, ha discusso in un tavolo insieme ai rappresentanti dell'Ateneo e del Tribunale. Non è ormai più un segreto che, nella centralissima struttura denominata appunto Casa dello Studente, ci siano da anni (se non da decenni) progetti di ampliamento del Tribunale situato lì a due passi, mentre è intenzione di molti spostare i servizi della Casa dello Studente, altrove, per esempio in un altro edificio comunale come l'ex ospedale Margherita, lungo Viale della Libertà.
Ci siamo sentiti di chiedere al nostro Sindaco, che vorremmo che gli studenti, dei quali interessi si sta parlando primariamente, sedessero in prima persona in quel tavolo, e avessero quindi delucidazioni e tranquillizzazioni su dove andranno a finire gli spazi adibiti agli essenziali servizi abitativi (e non solo).
Insomma se Casa dello Studente si chiama, si convochino ai tavoli gli studenti, con cui parlare dei loro servizi e bisogni, di cui quello di una casa per i fuori sede, è di primaria importanza.
martedì 20 agosto 2013
Chiudere l'Università di Messina? Chiodi contro Navarra. Cosa ne pensate? Dite la vostra.
L'idea, grande o misera che sia, viene dal governatore della regione Abruzzo Gianni Chiodi che l'avrebbe espressa tramite il famoso social network Facebook:
"No alle fabbriche delle illusioni", esordisce il presidente, paladino dei tagli agli sprechi pubblici, "non è così che ci si costruisce un futuro".
E continua portando l'esempio delle tre Università di Messina, Bari e Urbino, in fondo alle classifiche Anvur per qualità delle università italiane: " i tre atenei sono ''in fondo alla classifica dell'Anvur'' e quindi ''crederò che il governo sia impegnato a ridurre le spese (per ridurre le tasse) quando Letta e Saccomanni si recheranno a Bari, Messina o Urbino per spiegare che la chiusura e' nell'interesse dei loro figli''.
mercoledì 17 aprile 2013
Zona Cammarata II
Perchè la valorizzazione del territorio è ciò che dovrebbe competere ad un'istituzione democratica che ha come centro la comunità messinese.
Maregrosso: venti minuti a piedi da Piazza Cairoli, due passi dal centro cittadino. Una cortina di ferro(via) separa la città dal suo mare, capannoni ormai vuoti dell'ex aree Zir e Zas la separano dalla città "bene". Eppure al suo interno ospita e ha ospitato edifici dell'Università (veterinaria), l'ex mattatoio comunale e oggi canile, numerosi locali alla moda e per divertimento, supermercati e quelle opere umane che per quasi un secolo hanno caratterizzato la superficie di Messina dopo il terremoto del 1908: le baracche. Proprio di una di queste si tratta, oovero di un manufatto abusivo che come tanti altri ha ospitato i figli della messina che fù, le loro vite, i loro lavoretti precari e spesso illegali. Solo questo basterebbe per preservare qualcuna di queste come museo storico alla futura memoria della messina del '900. Ognuna di queste abitazioni, più di quelle che abitiamo ora, erano il frutto diretto e quotidiano degli sforzi di quella gente, che non riposava un attimo pur di ritoccare, ringrandire e rendere quelle catapecchie delle regge. E' proprio quello che fece dal dopoguerra fino alla sua morte, il Cavaliere Cammarata, che in un angolo della Maregrosso degli anni '50, creo mattone dopo mattone il suo piccolo mondo. E lo arricchì con quello che trovava intorno a se in quel mondo sotto-proletario e con le opere della sua fantasia.
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